Sei fra coloro che usano gmail come email aziendale gratuita? Ben presto dovremo rivedere le nostre aspettative assecondando cambiamenti che si prospettano di forte impatto. Per non farsi trovare impreparati e iniziare a pensare a un piano B ecco una serie di informazioni utili.

Gmail gratuita addio È uno dei servizi di posta elettronica più utilizzati al mondo grazie alle sue caratteristiche e alle molteplici funzionalità gratuite è da sempre fra i più amati. Stiamo parlando ovviamente di Gmail. È comprensibile lo stupore che si è venuto a creare quando si è diffusa la notizia che molto presto sarà necessario pagare per poter contare sui suoi incredibili vantaggi.

Nata nel 2004, nel corso degli anni aveva raccolto consensi e utenti in tutto il mondo arrivando a superare la quota del miliardo di fruitori. Cifre da capogiro dovute in gran parte alla convenienza dei suoi servizi in buona parte gratuiti, immediati e di facile utilizzo anche grazie all’interfaccia snella e intuitiva.

Ora però i tempi sono mutati, le esigenze e le richieste del mercato si sono evolute e determinati servizi devono adattarsi assecondando nuovi standard. Qualche avvisaglia c’era già stata nel corso di questi 15 anni in cui via via la compagnia aveva cercato di scremare la sua offerta. Un esempio su tutti è costituito sicuramente dall’unione che aveva fuso in un tutt’uno Google Drive, Gmail e Google Foto.

Se qualche debole segnale si era già manifestato, adesso possiamo dire che il cambio di rotta intrapreso è ufficiale. Lo scorso maggio, infatti, Google ha deciso di lanciare Google One, una versione cloud semplificata delle sue precedenti proposte, con interessanti benefici, ma a pagamento.

Nello specifico, dopo aver attivato il nostro account gratuito Google se vogliamo disporre di uno spazio di archiviazione  pari a 100 GB dovremo sottoscrivere un abbonamento che si aggira attorno ai 20 euro all’anno. Se abbiamo, invece, necessità di maggiore spazio o di servizi aggiuntivi sono disponibili abbonamenti da fascia più elevata che possono arrivare anche a 300 euro al mese.

Una novità, questa, che comporterà di certo più di un qualche cambio di abitudine. Se si analizza il trend si scopre ben presto che sempre più grandi aziende tendono a esternalizzare servizi, a modificare a pagamento feature essenziali, a rendere complesso  e macchinoso l’interazione e la richiesta di supporto qualora dovesse essere necessario.

Ecco perché, sulla base di queste informazioni chiave, può essere di estrema importanza avvalersi un’alternativa conveniente e di qualità come il servizio di BackUp Email TaskServizi. Una possibilità che può assicurare la tranquillità necessaria per vivere senza il timore di aver perso dati, messaggi importanti o di dover pagare molto di più per extra non desiderati, implementazioni non comprese o per l’assistenza e il customer care.

Una sicurezza essenziale questa, soprattutto se su quella casella di posta elettronica si basa un’attività imprenditoriale o di business.